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L’intervista a Rudy Ghiara per Gazzetta Active

surfista italiano

Un’introduzione per chi vuole capire il surf più estremo al mondo

C’è un punto, nel surf, in cui la tecnica non basta più e resta solo il rapporto diretto tra l’uomo e l’oceano. Quel punto si chiama big wave paddling ed è considerato da molti la forma più estrema di surf al mondo. Nessuna moto d’acqua, nessun traino, nessun margine d’errore: solo la forza delle braccia, una tavola e onde che possono superare i 20 metri.

A raccontarlo è Rudy Ghiara, surfista italiano nato a Varazze, uno dei pochissimi atleti al mondo che affronta Nazaré, in Portogallo, remando contro vere e proprie montagne d’acqua. Un luogo iconico e temuto, dove l’oceano concentra tutta la sua energia e mette alla prova anche i surfisti più esperti.

In questa intervista esclusiva rilasciata a Gazzetta Active, Rudy entra nel cuore del big wave paddling: spiega cosa lo rende diverso dal tow-in, racconta cosa significa surfare sul picco più critico di Nazaré, parla del rispetto e delle tensioni in acqua, dei sacrifici fisici e mentali, e delle emozioni che lo spingono a continuare.

Abbiamo scelto di accompagnarti alla lettura dell’articolo originale dividendolo in quattro sezioni, per guidarti passo dopo passo dentro uno dei mondi più estremi del surf contemporaneo:

Il big wave paddling: cos’è davvero
Surf estremo: Nazaré, i picchi e le onde a 70/80 km orari
La storia personale di Rudy Ghiara
Preparazione mentale e fisica: disciplina, allenamento, visione

Se vuoi capire cosa distingue davvero il big wave paddling dal tow-in, cosa significa remare dove si concentra tutta l’energia dell’oceano e perché, nonostante tutto, Rudy parli di felicità, libertà e amore per il mare, prosegui con la lettura dell’intervista completa.

Leggi l’articolo originale su Gazzetta Active
https://www.gazzetta.it/mare/surf/storie/11-01-2022/surf-big-wave-paddling-raccontato-italiano-rudy-ghiara-430852973913/preparazione-mentale-fisica.shtm

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